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sabato 22 settembre 2012

I MIGLIORI PAESI DOVE VIVERE

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Non è semplice stabilire quali siano i paesi migliori dove vivere, con che fattore stabiliamo che è meglio vivere, lavorare, studiare, in un paese piuttosto che in un altro? Dove trasferirsi? Secondo le proprie priorità certamente ma queste sono soggettive, se amo il mare sicuramente sarà per me importante vivere in un luogo costiero, ma questo non è valido per tutti. Recentemente ho letto una documento che dà una risposta accettabile: parlo del “The happy planet index report 2012”,
Indice del pianeta felice, che cos’è? E’ un nuovo indice che misura il progresso delle nazioni in termini di sostegno ai loro abitanti per vivere una vita buona ora, garantendo al tempo stesso che gli altri possano fare lo stesso in futuro, una visione del progresso che è veramente sulla vita delle persone.
Vi è un crescente consenso globale che abbiamo bisogno di nuovi strumenti per misurare il progresso. L'happy planet index (HPI) misura ciò che realmente ha importanza per gli esseri umani:
  • lo star bene ( non posso usare la parola “benessere” perché ormai associata ad una condizione economica, diciamo piuttosto, l’essere felici)
  • la speranza di vita
  • l’impatto ambientale 

Con questi fattori presenti possiamo stabilire quali siano i migliori paesi dove vivere, lavorare, avere una famiglia e godersi la vita, in generale intendiamoci, secondo valori oggettivi e senza tener conto delle preferenze individuali. Sono però fattori così importanti, così marcanti da poter essere di gran peso per ognuno.
Il Pil , l’indice più usato per valutare se un paese è “positivo”, non è uno strumento idoneo, il Pil può misurare la ricchezza che un paese ha prodotto un determinato anno, ma non è la stessa cosa.
Il terzo rapporto globale HPI rivela che il nostro è in gran parte ancora un pianeta profondamente infelice, sia nei paesi con alto che con basso Pil . Ma dimostra anche che la vita buona non deve necessariamente costare e che i paesi dove lo star bene è più elevato non sono quelli che hanno un alto Pil, che consumano di più e che hanno il maggiore impatto ambientale.
L'happy planet index HPI è una delle prime misure globali di benestare sostenibile, l’HPI è l’indicatore principale del progresso. 
Ecco i risultati di quest’anno:
◗ Non viviamo ancora su un pianeta felice, solo nove paesi al mondo sono vicini a farlo con un benestare sostenibile e nessuno di questi ha un Pil alto.
Otto di questi nove paesi sono in America Latina e nei Caraibi.
◗ La nazione col più alto ranking nazione dell'Europa occidentale è la Norvegia al 29 ° posto, appena dietro la Nuova Zelanda al 28 ° posto.
◗ Gli Stati Uniti si posizionano nella 105° posizione su 151 paesi.

Questo, il terzo rapporto globale HPI, presenta gli ultimi dati su quanto i paesi stanno facendo in termini di realizzazione di un benestare sostenibile: siamo messi male.
Il rapporto giunge in un momento di incertezza per il mondo con l'ampliamento e la disuguaglianza della crisi economica.
Per molti vi è la consapevolezza che parte della colpa di questa situazione si trovi nei tipi di obiettivi che le nazioni si sono poste e che ritengono prioritari.
Dopo la seconda guerra mondiale i governi hanno cominciato ad adottare metodi di misurazione economica e produttiva.
Il prodotto interno lordo PIL è stato utilizzato come indicatore di progresso nazionale, con tutti i suoi difetti era un ottimo strumento per misurare i progressi verso l'obiettivo di una maggiore produzione economica.
Ma nel ventunesimo secolo si sta cercando al di là della crescita economica per definire il progresso, vi è un crescente consenso che l'attività economica dovrebbe essere vista come un mezzo per un fine, piuttosto che un fine in sé.
Due obiettivi sono sempre presenti: raggiungere una vita buona per le presenti generazioni e nel rispetto dei limiti ambientali per permettere alle generazioni future di fare altrettanto. Lo si chiama 'benessere sostenibile'.
Decidere come misurare il progresso influenza le decisioni che prendiamo come governi e come individui. Un indicatore come il PIL, che ha acquisito una notevole peso politico, può portare un paese a fondo.
È pertanto importante che ciò che si misura collimi con quello che noi apprezziamo.
L'HPI misura questi fattori attraverso tre componenti: esperienza di benestare, l'aspettativa di vita, e l’impatto ambientale, li mette insieme in una sola misura significativa per produrre uno dei primi misuratori di benessere sostenibile globale.
In questa ricerca il benestare nei differenti paesi del mondo è stato quantificato semplicemente chiedendolo alla gente, con un approccio democratico e non paternalistico, si sono usati i numerosi dati già in possesso sulla speranza di vita e per l’impatto ambientale si sono utilizzate tecnologie d’indagine ed elaborazione dati che hanno portato al concetto e valore di “impronta ecologica” così da poter quantificare con esattezza l’impatto che ogni paese ha sull’ambiente del pianeta.
A meno che non te ne importa niente per il futuro, né tuo, né quello dei tuoi figli, né delle generazioni future, le questioni di impatto ambientale sono importanti.
<Si, bellissimo ma veniamo al punto, quali sono i paesi migliori dove vivere?> chiederete voi.
Lo ammetto, mi sono divertito alle vostre spalle lasciandovi sulle spine, ma d’altronde non potevo tirar fuori la lista dei nove paesi migliori dove vivere e lavorare senza indicare da dove estraevo i risultati. Che vi lasceranno a bocca aperta:

  1. Costa Rica
  2. Vietnam
  3. Colombia
  4. Belize
  5. El Salvador
  6. Jamaica
  7. Panama
  8. Nicaragua
  9. Venezuela

Vediamo sinteticamente le ragioni del buon piazzamento per i primi tre paesi della lista.

Costa Rica
Il Costa Rica è primo in classifica per la seconda volta consecutiva. Da anni ormai il paese ha abbracciato con le sue politiche nazionali la causa della sostenibilità: il 99% della sua energia viene prodotta da fonti rinnovabili, ha invertito il disboscamento del paese e si è compromesso a rinunciare completamente all’utilizzo del carbone entro il 2021.
Il paese ha la seconda aspettativa di vita più alta delle Americhe, superiore agli Stati Uniti, ha un benestare personale ben più alto di molte nazioni più ricche e ha un’impatto sull’ambiente per abitante che è un terzo di quello USA. Nonostante questo, il consumo di risorse planetarie è maggiore della sua biocapacità di produrle, questo dovuto al fatto di consumare beni provenienti da paesi con politiche energetiche meno sostenibili (cosa che dimostra che la sostenibilità un paese non la può raggiungere da solo).

Vietnam

L’aspettetiva di vita in Vietnam è uguale a quella della Slovacchia (75,2 anni) nonostante che la Slovacchia abbia un PIL per capita che è ben 7 volte più grande ed un impatto ambientale di ben 3 volte maggiore. Il paese anno dopo anno ha un’alta crescita economica, anche dovuto alla partenza da una situazione disastrosa dopo la guerra del Vietnam. La stabilità è stata prioritaria per il Governo rispetto alla crescita.

Colombia

La Colombia ha un basso impatto ambientale, l’aspettativa di vita è maggiore di alcuni paesi europei come la Bulgaria e la Lettonia e il senso di benestare della popolazione è relativamente alto, il paese ha preso molto seriamente il senso di benestare dei suoi abitanti, per esempio il “Piano per la felicità 2004” è stato uno dei primi esempi di esplicito compromesso governativo nel migliorare il benessere dei suoi abitanti.
Attualmente, il paese sta portando avanti il progetto “Unidos” che usa tecniche di co-produzione e beni comunitari con lo scopo di togliere 350.000 famiglie dall’estrema povertà e migliorare la vita di 1.150.000 famiglie. Chiaramente l'instabilità e l'ineguaglianza sono ancora problemi per il paese e questo è il motivo per il quale scende al 7° posto se si considera la disuguaglianza sociale.

Nessun paese risulta positivo in tutti e tre i fattori determinanti (benestare, aspettativa di vita, impatto ambientale). La classifica è il risultato della somma dei tre fattori. Significa che vi sono paesi con un punteggio maggiore in almeno un fattore ma sicuramente hanno un altro fattore con punteggio molto basso tale da abbassargli la “media” e quindi spostarlo più in basso nella classifica globale.
Tra i primi 40 paesi migliori per il punteggio complessivo HPI, solo quattro paesi hanno un PIL pro capite di oltre $ 15.000. Ripeto quello espresso prima: produrre molto, guadagnare molto non assicura ad un paese un’alta qualità di vita.
L’Italia come è messa? Sic, tristemente al 51° posto, se ricavassero i dati ora dopo le varie stangate, scivolerebbe un bel po più in giù.
E se foste veramente così egoistoni da non importarvi assolutamente dei posteri a venire? Se pensaste che il futuro dei vostri figli, nipoti discendenti vari è solamente affar loro, che si arrangino… , che se le grattino da soli?
Insomma, volete sepere la classifica di quali paesi sono risultati ai primi posti senza tener conto dell’impatto ambientale? Quali sono i paesi migliori dove vivere, spassarcela nella egoistica felicità? (non fate finta di niente guardando con attenzione l’estrazione del lotto…)
Questa è una risposta per la quale sarei tentato di chiedervi < e quanto mi dai se ve la dico?>. Comunque ecco qui la lista calcolando solo il benestare della popolazione, il senso di felicità e soddisfazione:
  1. Danimarca
  2. Canada
  3. Norvegia
  4. Svizzera
  5. Olanda
  6. Svezia,
  7. Venezuela

Mentre, al contrario, quelli in fondo alla classifica, i paesi dove meno le persone sono felici, dove magari saranno mandati dallo spirito di Dante gli egoistoni che se la volevano svignare in Danimarca, sono:

149 Botswana
150 Tanzania
151 Togo

Come dicevo prima, l’Italia è per ora (vedrete, vedrete che scivolone in basso che ci fa il prossimo anno) al 51° posto. Una vergogna, un membro dei G8, che aveva superato il PIL dell’Inghilterra, l'Italia capitale della moda e delle super lenticchie Vissane vendute a peso d'oro, capitale del gel nei capelli e dell'"assolutamente si", delle mutande sciccosamente griffate da Dolcino e Gobbino, si ritrova solo al 51° posto?
Adesso tocca a me fare l’egoistone e vi rispondo. <e chi se ne frega?>. Io me ne sto in Brasile a vivere in uno dei paesi migliori che nella classifica globale, quella anche con l’impatto ambientale, è piazzato ad un onorevolissimo 21° posto. Preoccupandomi degli altri gli esorto a fare altrettanto, datevi da fare in fretta a trasferirvi all’estero, chell’è meglio, l’è meglio…
Lungo post, stanco stanco, penso sia meglio vada in spiaggia a bermi una caipirinha in compagnia delle due ragazze che stanno ballando samba mentre le osservo dalla finestra..., e voi? Un caffè nel bicchierino di plastica alla macchinetta dell'ufficio guardando la pioggia ed il vostro capo che vi controlla con l'orologio?

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